Dieci anni di attività archeologiche IAE NAS RA - ISMEO in Armenia (2013-2022)
Sergio Ferdinandi, Arsen Bobokhyan, Roberto Dan, Artur Petrosyan, Priscilla Vitolo, Boris Gasparyan, Pavel Avetisyan, Astghik Babajanyan DownloadL’Armenia è un paese di piccole dimensioni ma con uno straordinario patrimonio culturale e una storia millenaria. La sua posizione geografica all’intersezione tra il grande Caucaso, l’altopiano Anatolico, l’altopiano Armeno e la Mesopotamia, ha portato allo sviluppo di civiltà fiorenti i cui resti sono oggi parzialmente visibili, ma che in larga parte giacciono ancora completamente inesplorati. Se nelle fasi preistoriche e protostoriche la cultura regionale è dominata da gruppi dai tratti locali in cui sono già rintracciabili segni più o meno evidenti di contatti su scala sovraregionale, a partire dal I millennio a.C., con lo sviluppo in quelle terre dello stato di Urartu, l’Armenia entra nella fase storica. Dopo la caduta di Urartu è da collocarsi la nascita di una serie di potentati locali, che furono riuniti dalla prima dinastia autoctona della regione, gli Orontidi. Questi sovrani regnarono lungamente, seguiti da altre dinastie, talvolta in modo indipendente, ma più spesso sotto il controllo dei grandi imperi dell’epoca, soprattutto iranici, che si alternarono nei secoli. La missione archeologica armeno-italiana, attiva sul territorio con tre progetti di ricerca nelle regioni di Aragatsotn, del Kotayk e del Vayots Dzor, è finalizzata all’indagine delle prime società complesse e alle loro relazioni con le regioni vicine, allo studio delle conseguenze della nascita dello stato di Urartu e dell’interazione di questo con le comunità locali, alla transizione tra la scomparsa di Urartu e l’avvio della dominazione dell’Impero Achemenide e all’investigazione dei processi di incastellamento lungo quello che fu un tratto importante della via della seta. Con in mente questi obiettivi nel 2013 è stato avviato il Kotayk Survey Project (KSP), progetto diretto da Artur Petrosyan (IAE NAS RA/YSU) e Roberto Dan (Università della Tuscia/ISMEO) svolto all’interno di un accordo di collaborazione tra l’Istituto di Archeologia ed Etnografia dell’Accademia delle Scienze della Repubblica di Armenia e ISMEO – Associazione Internazionale di Studi sul Mediterraneo e l’Oriente, con il patrocinio ed il co-finanziamento del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale della Repubblica Italiana (MAECI). Nel 2016 è stato avviato il Vayots Dzor Project (VDP), diretto da Boris Gasparyan (IAE NAS RA/YSU), Artur Petrosyan e Roberto Dan. Nel 2022, nell’ambito degli stessi accordi, è stata avviata la Missione Archeologica ad Aruch e dell’Incastellamento sulla Via della Seta sotto la direzione di Arsen Bobokhyan (IAE NAS RA) e Sergio Ferdinandi (ISMEO). Tutti i progetti prevedono vaste ricognizioni di superficie di natura estensiva e intensiva, finalizzate alla realizzazione delle prime carte archeologiche regionali relative a periodi compresi tra il Paleolitico e il Medioevo, e scavi archeologici di varia estensione al fine di chiarire in modo definitivo i periodi di occupazione umana di una serie di siti di particolare interesse storico-archeologico. Tutti i progetti vedono la collaborazione con enti e studiosi internazionali e si basano su un gruppo di specialisti interdisciplinari, che hanno permesso di sviluppare sui materiali prodotti dagli scavi e dalle ricognizioni analisi di natura archeometrica (datazione di reperti tramite Carbonio-14 e dendrocronologia, studi di provenienza), archeobotanica, di antropologia fisica, conservazione e restauro di materiali e architetture. Questo volume vuole essere una presentazione complessiva al grande pubblico delle molteplici attività compiute nell’ambito del progetto di collaborazione tra l’Istituto di Archeologia ed Etnografia dell’Accademia delle Scienze della Repubblica di Armenia (IAE NAS RA) e ISMEO – Associazione Internazionale di Studi sul Mediterraneo e l’Oriente in occasione dei dieci anni (2013-2022) dall’avvio delle attività di ricerca.